E' stato pubblicato in data 10 novembre 2016 l'aggiornamento delle "Linee Guida per l'applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute"
In data 10 novembre 2016 sono state aggiornate, con Intesa Stato-Regioni, le "Linee Guida per l'applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizione e le misure di prevenzione relativamente all'impiego delle Fibre Artificiali Vetrose (FAV)".
Appartengono alle FAV le fibre-lane di vetro, le lane di roccia, le lane di scorie, le fibre ceramiche refrattarie (FRC) e le lane di nuova generazione (AES,HT). Tali fibre inorganiche, usate sin dagli anni '30, hanno avuto un crescente impiego negli anni '90, in sostituzione dell'amianto a seguito della sua dismissione (L. 257/92).
Le FAV hanno infatti caratteristiche merceologiche molto simili all'amianto (altamente resistenti al calore, inestensibili, molto flessibili, ininfiammabili, scarsamente attaccabili dall'umidità e da agenti chimici corrosivi, non degradabili da microrganismi) e possono avere anche, a seconda delle differenti proprietà fisiche e chimiche, proprietà sulla salute analoghe a quelle tristemente note dell'amianto (cancerogenicità).
Le Linee Guida forniscono indicazioni sulla classificazione delle FAV secondo il Regolamento CLP e in particolare sulla loro classificazione di cancerogenicità, che dipende dalla loro biopersistenza, dal loro diametro medio geometrico pesato sulla lunghezza, dalla concentrazione di ossidi alcalini e alcalino terrosi.
Sono considerate cancerogene e classificate H350 le fibre con diametro ≤ 6 micron e con contenuto in ossidi alcalino terrosi ≤ 18%.
Il Regolamento CLP non assegna alle FAV alcune altre classificazioni di pericolo (non risultano nè tossiche nè sensibilizzanti per la pelle) e nel 2009 è stata eliminata anche l'unica frase di rischio fino ad allora assegnata (R38 - Irritante per la pelle), in quanto gli effetti irritativi sono da addebitare ad un azione di tipo meccanico (sfregamento) e non alla composizione chimica.
Le FAV sono usate in molti settori produttivi e per molteplici impieghi: edilizio, come isolanti, isolamento di forni e caldaie, cariche per gomma e materie plastiche, produzioni tessili, filtri ad alta efficienza, industria automobilistica, vetroresine.
Per cui, è necessario valutare bene che FAV stiamo utilizzando e verificare "quali e quante" FAV abbiamo già in casa, mappandone la presenza, caratterizzandole, valutandone l'esposizione e adottando procedure cautelative in caso di rimozione.

