Quali sono gli effetti sulla salute e sulla sicurezza da prevenire e chi sono i soggetti particolarmente sensibili
Qualunque dispositivo, macchinario, impianto alimentato ad energia elettrica emette campi elettrici, campi magnetici, campi elettromagnetici. Le sorgenti più comunemente conosciute senza ombra di dubbio sono gli elettrodotti per la distribuzione dell'energia elettrica e il sistema di comunicazione fatto con i telefoni cellulari.
Negli ambienti di lavoro sono molte le sorgenti di una certa consistenza che possiamo individuare, a partire dalle cabine di trasformazione media/bassa tensione, ai processi di saldatura manuale o automatica (a filo, oppure ad elettrodo o a radiofrequenza), ai forni ad induzione magnetica piuttosto che alla tempra ad induzione. Queste sono solo alcune delle sorgenti più significative in ambito industriale, ma non vanno tralasciate, ad esempio, altre sorgenti come l'apparato di risonanza magnetica in ambito sanitario.
Quali sono gli effetti sulla salute e sulla sicurezza che si vogliono prevenire?
I campi elettromagnetici possono causare due diversi tipi di effetti: effetti biofisici diretti ed effetti indiretti.
Gli effetti biofisici diretti sono quelli derivanti da un’interazione dei campi con il corpo e possono essere di natura termica o non termica. Essi hanno ben precise soglie di insorgenza e sono prevenuti rispettando i Valori Limite di Esposizione (VLE) fissati dal D.lgvo 81/08 Titolo VIII Capo IV e s.m.i. Si considera che i VLE siano rispettati qualora il datore di lavoro dimostri che i pertinenti Valori di Azione (VA) non siano stati superati.
Gli effetti indiretti che la normativa intende prevenire sono i seguenti:
• interferenze con attrezzature e altri dispositivi medici elettronici;
• interferenze con attrezzature o dispositivi medici impiantabili attivi, ad esempio stimolatori cardiaci e defibrillatori;
• interferenze con dispositivi medici portati sul corpo, ad esempio pompe insuliniche;
• interferenze con dispositivi impiantati passivi, ad esempio protesi articolari, chiodi, fili o piastre di metallo;
• effetti su schegge metalliche, tatuaggi, body piercing e body art;
• rischio di proiettili a causa di oggetti ferromagnetici non fissi in un campo magnetico statico;
• innesco involontario di detonatori;
• innesco di incendi o esplosioni a causa di materiali infiammabili o esplosivi;
• scosse elettriche o ustioni dovute a correnti di contatto che si verificano quando, in presenza di un campo elettromagnetico, il corpo umano entra in contatto con un oggetto a diverso potenziale elettrico
Alcuni degli effetti indiretti possono insorgere a livelli espositivi inferiori rispetto agli effetti diretti e possono avere conseguenze anche gravi sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.
Gli effetti INDIRETTI si prevengono verificando in primo luogo se nell’ambiente di lavoro sono rispettati i livelli di riferimento per la popolazione generale prescritti dalla Raccomandazione 1999/519/CE, richiamati dalla Legge Quadro Campi Elettromagnetici 36/2001. Le aree in cui si riscontra il superamento dei livelli di riferimento per la popolazione generale dovranno essere opportunamente segnalate; l’accesso a tali aree dovrà essere regolamentato ed interdetto ai soggetti con controindicazioni specifiche all’esposizione.
La valutazione del rischio CEM è da aggiornare ogni 4 anni.
Soggetti particolarmente sensibili
Alcuni gruppi di lavoratori (vedi tabella) sono da considerarsi particolarmente sensibili al rischio per esposizione ai campi elettromagnetici. Tali lavoratori non possono essere protetti adeguatamente mediante i valori di azione per i lavoratori stabiliti dal D.lgvo 81/08 Titolo VIII Capo IV e s.m.i
I lavoratori esposti a particolari rischi sono in genere tutelati adeguatamente mediante il rispetto dei livelli di riferimento specificati nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio.
Per quanto concerne i dispositivi medici impiantabili attivi, in alcuni casi anche i livelli di riferimento per la popolazione generale non possono garantire una protezione adeguata. In questi casi è compito e cura del costruttore del dispositivo elettronico impiantato ovvero del produttore dell'apparato che emette campi potenzialmente interferenti con il dispositivo elettronico impiantato darne notifica, conformemente a quanto prescritto dalle norme di prodotto. In base ai dati forniti dalla letteratura scientifica, allo stato delle conoscenze sono da considerare soggetti con possibili controindicazioni e/o particolarmente sensibili al rischio legato alle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici quelli elencati nella Tabella seguente (tratta da Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai Campi Elettromagnetici Parte 1)

In aggiunta vanno considerati soggetti particolarmente sensibili da valutarsi in relazione alla tipologia di esposizione a CEM ed all’esistenza e alla messa in atto di trattamenti terapeutici specifici per la patologia coinvolta, i seguenti soggetti:
Soggetti affetti da patologie che possono alterare l’eccitabilità del sistema nervoso centrale;
Soggetti affetti da aritmie o da patologie del cuore, dell’emodinamica e di altri organi/apparati che possono favorire l’insorgenza di aritmie.

